
Al grido di "piu' patatine per tutti" inneschi le piccole rivoluzioni proletarie: con la maestra, con la mamma, col papa', con la zia, la nonna e chissa' chi altri. Sempre tu a riportare il problema con quel tono tra il lagnoso ed il rivendicatorio, spiegando che tizia non ha il colore, caio non ha il disegno, mancano le sedie, le patatine o il dvd non funziona.
Non ti basta: ogni disparita' di trattamento viene sanzionata immediatamente con una denuncia semisterica alle autorita' competenti. Nessun bambino puo' avere di piu' o di meno, nessuno puo' vessare nessun altro... il sindacato bambino e' all'opera.
Nelle negoziazioni sei imbattibile, insuperabile. Nessuno resiste, nessuno ti batte. Sei il genio della piattaforma: la tua base di partenza e' sempre il limite alto della mamma, che si tratti di minuti a mollo in acqua, di numero di olive da mangiare, di numero di cucchiai di pasta da evitare.
Se il terremoto-fratello viene sgridato (anzi, ogni qualvolta, cioe' ogni minuto secondo), parti lancia in resta in difesa degli oppressi e dei diseredati, disegnandogli difese d'ufficio degne di una minoranza etnica (quella dei macachi, appunto). Ovviamente, se sei tu a far le spese dello scimpanze', pretendi punizioni draconiane degne di cotanta aggressione alla liberta' sindacale.
Mi ci manca solo un qualche sciopero, casa faina. Poi ti iscrivo e lascio che la storia scriva il suo corso... povero Epifani.
febbraio 26, 2008
Sindacalista in erba
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