Non siamo nemmeno partiti che "i soliti noti" mirano alle gomme: Sofri parla de iMille.
La mia reazione a caldo (che prometto di rileggere almeno una volta a settimana, tanto per non perdere l'allenamento):
Mi dispiacerebbe moltissimo vedere che iMille hanno (anzi, abbiamo) gia' abdicato al "sano" realismo democristiano, con qualcuno che comincia da subito a predicare "abbozzate", quasi un "state boni" della tradizione d'Aldo Fabrizi, Alle ultime elezioni questo ragionamento vagamente montanelliano ("turiamoci il naso") ci ha regalato un governo di ignavi e dinosauri, paralizzato dal pressapochismo dei piu' e dai ricatti di Mastella. Perfino attuare semplici punti del programma, come quello sulle unioni di fatto e' diventato impossibile. No, grazie. Lasciamo a chi ci ha fatto il callo la logica del "bersaglio grosso": i temi ci sono e vanno buttati sul tavolo, discussi, decisi prima. Poi non abbozza nessuno: si parla di quelli e chi viene eletto ne risponde a chi l'ha votato. Ambiente ed Energia, Ricerca, diritti Civili, Servizi, Pubblica Amministrazione... su tutto questo va trovata una posizione chiara ed un set pragmatico di azioni.
E tolleranza, ecco, tolleranza zero: se c'e' qualcuno che parte mirando alla poltrona, si iscriva all'Udeur. Se qualcuno inciucia con i notabili di turno, vada pure, quella e' la porta. Non abbiamo bisogno di chiedere permessi a nessuno. O si rinnova con regole nuove, finanche idealiste, o si muore democristiani.
Se vogliamo essere dirompenti, creare la discontinuita', dobbiamo essere esattamente come Don Chisciotte, sembrare folli, sparare alla luna. Di realisti che volano basso ne abbiamo a decine in parlamento, nei sindacati e nelle redazioni dei giornali. E non sappiamo che farcene.
giugno 20, 2007
C.D.D.... come nei teoremi
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