gennaio 23, 2008

Lettera al presidente della repubblica

Signor Presidente,

Le scrivo come cittadino Italiano ma, ancor prima, come padre di giovanissimi cittadini di questo Paese: ho appreso della Sua lettera indirizzata al Pontefice e l'ho letta piu' volte con crescente tensione. Comprendo i motivi politici e diplomatici della missiva ed il tono perentorio con cui si condanna la supposta censura nei confronti di una personalita' straniera che gode di molto seguito e credibilita' nel nostro paese. Tuttavia non mi e' impossibile capire come mai uguale fermezza non sia stata da Lei utlizzata in recenti occasioni, allorquando il signor Ratzinger ed altri alti esponenti vaticani hanno pesantemente attaccato una minoranza di cittadini, gli omosessuali, di fatto giustificando la discriminazione nei loro confronti. Anche in questi giorni il signor Bagnasco non ha risparmiato parole che sfiorano l'insulto nel criticare anche solo la possibilita' di discutere leggi a tutela della diversita' sessuale e di genere.

La nostra Costituzione e' chiara in proposito e vieta qualunque forma di discriminazione. La Sua voce invece, signor Presidente, giunge flebile allorquando e' necessario difendere dei cittadini meno potenti del signor Ratzinger, ma proprio per questo, piu' bisognosi di tutela e considerazione in un mondo dove facilmente si degenera costringendo all'emarginazione.

Non vorrei che un domani un trattamento simile toccasse a me o ai miei figli, magari anche noi piombati in qualche categoria ritenuta dal signor Ratzinger non degna di considerazione, bisognosa di essere rieducata (cito a memoria l'affermazione spaventosa fatta da un monsignore pochi mesi fa su un giornale nazionale). Non vorrei pentirmi della scelta che faccio ogni giorno di restare in questo Paese, rifiutando offerte di lavoro e di vita in paesi europei che non potrei mai amare come questo, ma che forse assicurano ai miei figli una maggiore protezione da certe forme di bigotta intolleranza che persino Lei evita di arginare.

A nulla varrebbe il riconoscimento intrinseco che l'aver raggiunto quella carica conferisce a Lei ed alla Sua lunga militanza politica, se Le mancasse poi il coraggio di utilizzare la Sua credibilita' a difesa dei valori di questa Repubblica che ho studiato essere non confessionale e contraria a qualunque forma di discriminazione.

Spero sinceramente che Lei sia capace di svincolarsi dal ripugnante quadro politico attuale e dare a tutti noi un segnale forte di civile, coraggiosa, addirittura sognante, garanzia democratica.

Un padre italiano.