Ho speso ore tediosissime a cercare di comprendere gli arcani della fisica, soprattutto certe leggi astruse sui gas e presunti vettori che dovrebbero attraversarli... oggi so che e' stato tutto tempo sprecato: una qualunque tendina anti-zanzare interrompe e muta le leggi della fisica come e meglio di certe puntate di star trek. La gravita'. ad esempio, per una tendina antizanzare non esiste: e' capace di pendere in orizzontale rendendo vano ogni sforzo (e allegre le zanzare).
Viceversa, quelle giornate spese giocando a shangai da solo in colonia... impagabili: come farei altrimenti a pescare mia figlia al buio, nel lettone, annodata al lenzuolo e sommersa di peluche, con la testa sotto il mio cuscino e, senza nemmeno svegliarla, depositarla nel suo lettino esattamente con la testa sul cuscino (sempre nel buio piu' pesto, che tutte le vacche sono nere)?
Giocare a shangai e' piu' importante che studiare il Teorema di Gauss. Con buona pace del gatto di Schrödinger
maggio 26, 2007
Volete un figlio? Giocate a shangai
maggio 24, 2007
Babbo Natale dice cazzate. Poi ritratta.
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG - Benedetto XVI ammette: nell'evangelizzazione dell'America Latina non si possono 'ignorare sofferenze ed ingiustizie inflitte'. 'I diritti delle popolazioni indigene - ha spiegato nell'udienza generale a piazza S.Pietro - furono spesso calpestati dai colonizzatori. Aprendo la Conferenza dei vescovi ad Aparecida in Brasile, Benedetto XVI aveva detto che l'arrivo del cristianesimo non era stata una imposizione di una cultura straniera, provocando accese polemiche.
Evviva chi e' capace di cambiare idea e di rivedere le proprie opinioni, spacialmente quando sono palesemente false. Un dubbio... le battute gliele scrive il ghost writer di Berlusconi?
maggio 22, 2007
Salsa di tonno
Ingredienti: pinoli, tonno quello buono (io uso AsDoMar, ma accetto consigli), ricotta fresca, latte, olio buono ma che dico di piu', aceto balsamico, pistacchi non tostati, capperi in quantita' industriale.
Come fare: sbattete tutto dentro un frullatore (il minipimer va benissimo) e lasciate che si formi una crema profumata. Utilizzate olio, latte e ricotta per ottenere la densita' che preferite. Assaggiate per apportare le correzioni di aceto balsamico e capperi (ognuno ha i suoi gusti).
maggio 20, 2007
Avevo una casetta piccolina...
Credo che ormai siano piu' di cinque anni che cerchiamo. E non e' cambiata solo la composizione della casa e dei suoi potenziali abitanti... la prima volta perdemmo il sonno per aver offerto una cifra che non avevamo... ieri abbiamo offerto poco meno del doppio.
E incrociamo le dita.
maggio 16, 2007
Coerenza istituzionale
Le istituzioni intitolano strade al commissario Calabresi, come si conviene ad un fedele servitore dello stato ucciso da un "nemico" vigliacco...
... uomini politici che di quelle istituzioni fanno parte chiedono a gran voce la scarcerazione di un uomo che altre istituzioni hanno giudicato colpevole come mandante dell'omicidio Calabresi...
...un celeberrimo rappresentante delle stesse istituzioni (il Giudice D'Ambrosio), scagiono' tanti anni fa Calabresi dall'infamante accusa di essere coinvolto nella morte del povero Pinelli "attribuendo la morte di Pinelli ad un malore attivo: lo stress degli interrogatori, le troppe sigarette a stomaco vuoto unito al freddo che proveniva dalla finestra aperta avrebbero causato un malore e Pinelli, invece di accasciarsi, avrebbe spiccato un balzo in avanti, causando la caduta." (da wikipedia)...
Cioe' fatemi capire: se il Commissario era un sant'uomo e Sofri va liberato, niente niente che Calabresi l'ha ammazzato Pinelli? In fondo, se uno spicca il volo per un malore, magari e' capace anche di resuscitare. So' terribili 'sti anarchici.
maggio 14, 2007
Un uomo di vino
"Non sono un uomo da asporto, da bancone, una bevanda qualunque che puoi confondere con la gazzosa se ti va. Non sono tipo da portar via in una carta da giornale, con la vergogna che si venga a sapere. Ho saputo parlare al cuore di chi mi stava accanto, incantare, millantare, lasciar credere; ho avuto un bouquet delizioso, fresco. Ho saputo irretire il gusto di chi stava per assaporarmi costruendo un’immagine, anzi, cento... cento sfaccettature coerenti riflesse nei desideri di chi mi stava davanti. Ho vissuto la vita che altri desideravano per me, spiando nei loro occhi, come in un cristallo, un modo per compiacere l’anima: sono stato figlio esemplare, amico fidato, eterno marito, padre presente, dipendente modello... ho venduto un’immagine, l’ho fatta circolare. Ma non ero io. Sono assai peggio della mia immagine, per quanto essa stessa possa sembrare limitata, piccola e squallida. I difetti del mio avatar sociale, quelli, sono feccia, deposito; li ho messi li' a bella posta per sembrare interessante, per animare discussione.
Come certe spermute d’uva comprate per via dell’etichetta, ho messo a frutto una buona equity, una sfrontata forza di volonta' ed un'inaccettabile dose di culo. Degli intenditori che m’han reso pregiato, sinceramente, non ne ho meritato nessuno ed anche quando il tempo ha avuto di me misericordia nel darmi modo di rimediare, ho perseverato, al limite dell’acescenza.
Ora che l’unghia tende all’ambrato, al marrone quasi, sono rimasto unico e miglior giudice di me stesso. Ma tu dici che non posso giudicarmi da me; interessante, avrei detto il contrario: avrei detto che l'unico, fatale, giudice di se stessi non puo' che risiedere nella botte che ha dettato le colpe d’una vita. Sara' perche' del Giudice Supremo ho terrore, come tutti, ed al contempo ritengo poco probante la valutazione di chi, affetto da perfezione, siede su un gradino troppo alto per potermi capire.
Sara' perche' dal giudizio di chi non mi conosce affatto rifuggo come tutti, non sapendo cosa farmene, poiche' e' proprio dell'animo umano guardare alla sola superficie dell'essere altro e sputar sentenze basandosi sul riflesso proprio.
Sara' perche' al giudizio di chi mi conosce aspiro come tutti, ma ne vedo l’incredibile fragilita’ e la facilita’ con cui puo’ essere ingannato.
E quindi, ecco, avrei detto il contrario: non c'e' miglior giudice di me stesso. Ma forse hai ragione anche tu: come posso giudicare i miei mostri senza perdere obiettivita’, senza sfociare nell’autoassoluzione o restarne vittima, novello Morbius. La presunzione, l'animo cinico e distruttivo possono fare di me un giudice assai poco onesto, troppo inflessibile per essere giusto, tanto estremo da non essere credibile. Dovrei lasciarmi giudicare da altri senza il filtro dell’inganno; ma pur volendo lasciare a voi questo ingrato compito di darmi un nome e d’assegnarnmi grappoli o bicchieri per questa vita che ho condotto, come potrei godere della sentenza di chi non ha vissuto la mia vita per intero e pretende di giudicare dal profumo una complessita’ che nemmeno io stesso so capire. No, grazie, non posso permettervi di salvarmi sulla parola o, peggio, sulla base della vostra ingenuita’. Anche questa volta saliro' sull'Arcadia e mi andro' a sfracellare contro un nemico immaginario: me stesso. I pochissimi che sono sulla nave sono pregati di allacciare le cinture o spararmi alla schiena. Gliene saro' grato comunque."
La ragazza che gli siede di fronte posa il bicchiere con calma studiata, un gesto che lei sa creera’ una breccia nel suo fiume di parole. Nel silenzio lei si cela fin quando i disegni impressi sulle sponde del bicchiere non cominciano a diradarsi. "Se ti presentassi in Purgatorio parlando cosi’ otterresti uno sconto di pena - accenna - se davvero la conoscenza comporta dolore, questa esagerata consapevolezza di te che dici di avere non puo’ che essere una pena anticipata".
Ride. Si fa gioco di quei discorsi che conosce troppo bene, sola a potersi permettere questo lusso. Ma non puo’ giocare sempre sul grottesco. "No, capitano, credo dovresti gettare l’ancora stavolta ed accettare la verita’ di questo mondo dove ne’ l’etichetta, ne’ la pubblicita’ e nemmeno la fortuna creano un buon vino. Non c’e’ indicazione di provenienza o vitigno o botte o trucco che possa darti impunita’ dal giudizio di un sorso. Perfino la barrique piu’ truffaldina non copre un prodotto mediocre, e nemmeno il colore piu’ introgante puo’ ingannare tutti, dice specchiandosi nell’ambra del suo vinificato in bianco. Lascia che siano altri a sollevare il tuo bicchiere, a scaldarlo con pazienza ed a misurarne il contenuto. Saranno giudizi sempre diversi quanti sono i gusti degli esseri umani... ma l’apprezzamento non potra’ essere frutto solo dell’inganno - Una pausa, una semicroma, non di piu’ - Mi e’ piaciuto molto questo... vorrei fartelo assaggiare. Posso ordinartene un bicchiere, papa’?"
maggio 12, 2007
Noi c'eravamo
Era una piazza fatta di poche bandiere e tanti turisti. Insomma, eravamo pochi. Ed i piu' duri e puri si son dovuti anche sorbire Del Pennino dal palco...
... ma almeno quei pochi non possono essere tacciati di razzismo omofobico, fascismo e pochezza intellettuale (intesa come l'incapacita' di capire che scendere in piazza dietro a Mastella e Ruini e' un tafazzismo).

