febbraio 28, 2007

Epopee genitoriali (ossia: so' c. amari)

A margine di un'epica oretta di executive coaching (si', sono un executive coach in prova... lasciamo perdere: sto cadendo in basso, anzi, precipito), la mia coachee mi impartisce una lectio brevis di vita a mezzo di storytelling (se non sapete leggere le commistioni di inglese e latino, sinceramente, sono problemi vostri): che succede se il "boyfriend" della vostra figlia sedicenne vi comunica che ha deciso di regalare a vostra figlia un Capodanno a Parigi?

Risposte sbagliate:
(a) se vuoi andare a Parigi lo devi chiedere alla tua mamma, a me sembra una bella idea;
(b) oh che fico! non sono mai stato/a a Parigi, grazie!
(c) credi davvero che mia figlia si concedera' solo perche' la porti in un posticino romantico, brutto depravato pervertito e bastardo?

Risposta giusta:
- Ah! (e silenzio)

La vostra criptica risposta portera' il piccolo Barbablu a proseguire: "se si preoccupa perche' si tratta di andare all'estero, guardi che Parigi e' sicurissima... poi, in caso, andiamo a Venezia"

Risposta unica (modello 6fritto)
- Ah!!!
(esatto... bravi, lasciate che i vostri neuroni lavorino di fino, in liberta': e' proprio come state pensando, se il MarcheseDeSade in erba si pone il problema della gita in stato straniero trattandovi come una specie di minorato/a mentale geografico/a, voi che avete piu' punti millemiglia delle sue cellule, e NON si pone il problema di due o tre notti in albergo... se NON se lo pone questo problema... e' perche' non ce l'ha piu' questo problema...)

Chiusura della mia interlocutrice (quella dal vero): "Ora, chi lo dice a mio marito?"

febbraio 26, 2007

Essere Wile non per caso...

...Sabato pomeriggio al Bugs Bunny on Ice. Due carissimi amici con il figlio, io, Jena, Faina e Cuginetto Saputello. Giacomo, cugino della Faina con un lustro sulle spalle, non e' un bambino, e' una categoria dello spirito, in stile Peanuts... Se il buon Schultz l'avesse conosciuto avrebbe affiancato a Pig Peg un nuovo personaggio, James Gift of Gab*. Ha cominciato a parlare ancora prima di camminare, credo... anzi, che io mi ricordi ha sempre parlato. Le pile Duracell che alimentano la sua lingua sono arricchite con l'uranio puro, potrebbe pontificare per ore intercalando un monologo oceanico con migliaia di domandine del tipo "e' vero che...?". Credo che quando sara' piu' grande mia figlia gli mettera' dei calzini in bocca per farlo tacere, ora lo adora. Meglio cosi': e' il miglior logoterapista gratuito che potessi assoldare.

Comunque, s'era tutti li' a vedere le meraviglie dell'Holiday Inn on Ice che si cimentava con i personaggi Warner: Titti, Silvestro, la Nonnina, Bugs, Taz e via dicendo... spettacolo di una noia micidiale (per me, non per i bimbi che erano estasiati e per le mamme che hanno questa deviazione genetica determinante: adorano gli spettacoli per bambini...). Al minuto 79, prossimo al suicidio, dopo aver speso meta' del tempo a sbaciucchiare mia figlia tenendola sulle ginocchia, con la scusa del freddo intenso, in verita' perche' e' uno dei passatempi piu' belli al mondo...
al minuto 79, dicevo, dal fondo della sala, i personaggi cominciano a pattinare verso di noi, seduti in prima fila nel parterre modello "ospiti internazionali", tutti i personaggi dello show, disponendosi a due metri da noi per l'applauso finale. Ecco Taz venirci incontro con... lui. Wile. Saltano il cordolo di protezione ed il magnifico coyote si pone dritto e fiero avanti a noi. Lo guardo come miracolato. Sasa' allunga la mano, scortata dalla Jena, e lui gliela stringe. James Gift of Gab a rimorchio. Io desisto. Di li' a due secondi tutto il parterre centrale e' sul coyote. Ho perso l'attimo. Ma mia figlia, alla domanda "chi ti e' piaciuto di piu'?" sentenzia: "Willy coyote". Wile, amore, si dice Wile. Ma non fa nulla. Papa' e' felice come se avesse catturato Bip Bip.



*modo di dire difficilmente traducibile... potremmo dire che e' qualcuno capace di parlare fino ad intontirti. E' anche il nome di una band rapper molto popolare se non capisco male da Wikipedia.

febbraio 23, 2007

Le 12 tavole

Prodi sale al Colle e torna con le 12 tavole, ma trova i fedeli che adorano la vacca sacra.

febbraio 19, 2007

Spaghetti al tonno

L'olio e' quello buono, extravergine, speciale. Si mette sul fuoco, con una masnada di capperi a contorno. Quando e' ben caldo, ma non troppo, si tuffano i pomodorini (pachino o ciliegino), dolcissimi e talgliati sottili. Il sale si mette ora, ed il tutto si lascia insaporire, ma non cuocere davvero, che il pomodorino e' buono fresco, soprattutto perche' ora arriva il tonno ed e' bene che ci sia ancora modo di familiarizzare con gli altri ingredienti. A seguire, distanza breve, olive verdi a rondelle e pinoli. Un filo d'olio fresco e' salutare.

A chi non ama troppo il sapore del tonno, si consiglia come soluzione un'innaffiata di vino bianco in contemporanea... ovviamente sara' un vino asciutto, da pesce, che avra' bollito in precedenza per eliminare l'acidita'.

I pistacchi (quelli che si usano in cucina) sono ottimi per aggiungere un tocco esotico... ma si faccia attenzione a non esagerare, poiche' non legano col pomodoro.

febbraio 15, 2007

A forza di volerci vedere chiaro, si montano gli occhiali con le donnine nude

C'e' un gioco curioso all'interno della Sinistra italiana: quello di sdrammatizzare le tragedie e drammatizzare le demagogie... cioe':

a) gli aspiranti terroristi che volevano andare in giro con i mitra sono poco piu' che degli scapestrati ragazzotti (secondo Leo) sfruttati allarmisticamente dal potere (il Governo? I padroni?) per biechi fini.

b) al grido di "tanto rumore per nulla" si vola pindaricamente sulle ali dell'iperconcettismo sinistrorso: il fatto che qualcuno (come Ichino) che esprime delle idee (piacciano o meno) rischi la pelle per mano di questi ragazzotti non una cosa allucinante, da Italia fascista, da deriva antidemocratica... no, e' un rischio: se ne potrebbe fare un altro falso eroe come Biagi (sic)... non e' morto lasciando una moglie e quant'altro... e' diventato un falso eroe...

c) Dall'India Prodi "tuona" che i sindacati dovrebbero vegliare di piu' sui propri iscritti... oddio, speriamo che questi iscritti non avessero tutti una qualche tessera del bocciofilo o del Circolo degli Scacchi... e che facciamo se erano tutti abbonati a Sky??? Sky deve vigilare!?!?! Ma forse Prodi ha visto troppe volte Minority Report.

Eccola la Sinistra intelligente, tutta schierata dalle "ali" al centro... tutta con profondi pensieri e capace di raffinatissima dietrologia... incapace solo di un taglio netto con certe cazzate anni '70 ed una condanna senza appello di certe difficolta' erettili che sfociano in afflato rivoluzionario.

febbraio 11, 2007

Patrick Fogli nudo

Sul "paginone centrale" di Repubblica di ieri (Almanacco dei Libri, ndr) . Nudo... beh no. Molto meglio che nudo.

Ho gettato lo sguardo con una minima speranza, lo ammetto, ma quando l'ho trovata e' stata ugualmente una piacevole sorpresa. Dubito di poter dire qualcosa che possa minimamente influire sul tuo stato d'animo, che spero veramente sia tre metri sopra il cielo. Spero davvero che ti stia godendo questi momenti con un minimo di esaltazione personale... anzi, gia' che ci sei, potresti dare un po' di spazio al superego e lasciarlo rispondere alle mail per un paio di giorni: "Scusate miei affezionati fan, ho molto da fare. Ma se volete un autografo ve lo mando per posta... contro esibizione di prova d'acquisto, ovviamente".

Con malcelata e benriposta invidia. Wile


Per chi non lo sapesse ancora (ma i giornali non li leggete?) Parick Fogli e' alla sua seconda fatica: L'ultima estate di innocenza e' gia' in libreria (piemme). Accattatev'illo.

febbraio 10, 2007

Da comprare (coi soldi del Membership)

visto che American Express mi caccia dal programma ad Aprile ed ho 100.000 punti d'avanzo... vai coi libri!

BayCity di Richard K. Morgan
Futureland di Walter Mosley
Tutti i racconti 1947-1953 di Philip Dick
Divina invasione di Philip Dick

febbraio 09, 2007

in risposta a Marco Pannella

Visto che "Marco" mi scrive, io gli rispondo.


Marco,

c'e' un ostracismo contro i Radicali? Si', c'e'. E devo dirti, e' un buon segno: vuol dire che alcuni temi come il "caso Welby" e l'agenda dettata da Luca Coscioni fanno paura quanto e forse piu' dell'aborto e del divorzio. E se porterete i libri in tribunale e poi risorgerete (come sempre), non dimenticate di fare quello che qualunque imprenditore di buon senso farebbe, seguendo una celebre notazione di Einstein ("fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi e' folle"): cambiare registro.

Guardalo il campionario della "comunicazione radicale" degli ultimi due anni, Marco. Io rabbrividisco: tu che litighi con Capezzone, Capezzone che pontifica della sua sedia e di altri demoni, tu che litighi con Boselli, Boselli che ti risponde, tu e Boselli e Capezzone che vi litigate un partito il cui risultato elettorale farebbe ridere Mastella... BASTA. Perdonami. Rispetto la tua storia, il tuo enorme credito nei confronti di ogni italiano, me compreso, ma basta. Questo e' culto della personalita', non politica. E sia chiaro, non solo tuo personale culto della personalita', ma di ognuno di voi che ha avuto l'onore di tessere le strategie del movimento negli ultimi anni.

Questo litigare continuamente e senza costrutto su un partito che non esiste, perdendo tempo ed occasioni preziose... dov'e' la proposta Radicale sui Pacs? Dov'e' l'aggregazione di centinaia di migliaia di non-radicali su un tema, quello segnato da Welby, che chiaramente sta segnando il sentire dell'Italia? Dov'e' la lotta per vedere equiparato il trattamento degli ebrei, dei valdesi e delle altre religioni presenti in Italia al trattamento di priviliegio dei cattolici? Non mi dire per favore di quelle boutade da TG1 che vedo in giro ogni tanto. Robbetta da Partito Democratico.

Marco, senza offesa: non esistono piu' i Radicali. Esiste l'Organo di Propaganda del Pannella-Pensiero o del Capezzone-Contro-Pensiero. Che, invero, sono entrambi datati. Vuoi che mi iscriva ai Radicali? Appena tornerete ad essere i Radicali. Di corsa. Oggi, voi siete alieni da quel noi che vorrei sostenere.

febbraio 06, 2007

Per fare un tavolo

ci vuole il legno
mia figlia e' un essere curioso e contradditorio, in perfetto stile coyote; difficile dire che carattere abbia, o predirne le inclinazioni: canta, balla e recita con tale passione da lasciare incredulo chiunque (anche perche' sembra avere ben piu' dei suoi 2 anni e mezzo) ma alla fine e' una timidona inguaribile che fa tappezzeria per ore prima di prendere confidenza.

per fare il legno, ci vuole l'albero
Si cala nei personaggi, Sasa', li interpreta non solo nel nome ("Ora sono Pietro... ora sono Giacomo") ma anche nelle mosse, rivelando una insospettabile capacita' di osservazione. Punta i dettagli e imita senza pieta', con atteggiamenti riconoscibilissimi. La scena della jena che risponde al telefono o i gridolini della nonna paterna sono da oscar.

per fare l'albero ci vuole il seme
E' una gran fifona, Sasa', ma non tenera. Affatto. Il lupo cattivo viene quando salta la luce, ma da quando papa' ha detto che se si avvicina lui lo annoda, Sasa' sembra molto interessata a far annodare il lupo per benino.

per fare il se-eme ci vuole il frutto
E' inventiva Sasa', crea: canzoni, storielle, eventi... spara balle Sasa'. Con assoluta faccia tosta: "A scuola non mi danno da mangiare... dicono che sono stata cattiva e non mi danno niente niente a pranzo"... stava gia' per abbattersi sulla scuola il tornado Jena quando la versione e' cambiata (memoria corta) e il pranzo e' saltato fuori con dovizia di particolari.

per fare il frutto, ci vuole il fiore
Ha la capoccia fatta a cellette, Sasa'... si attivamo quando meno te lo aspetti: se cattura una frase, una parola, un fatto, non dice niente per settimane, poi te lo spiattella all'improvviso, magari anche in un contesto appropriato... e ti lascia senza parole. Maledette cellette.

per fare un fio-ore ci vuole un gatto
per fare un gatto, ci vuole un sacco
per fare un tavolo ci vuole un mucchio.

E' il mio sogno, Sasa'. E mi strizza abbracciandomi la mattina mentre dormo... il momento piu' bello della mia vita, in diretta, quasi ogni mattina.

febbraio 03, 2007

Leo... e furono tutti moggi e delusi

Ho comprato "Storia d'Italia a Rovescio", due copie, una per me ed una per mia suocera. Ne ordinero' altre cinque copie da regalare ad amici di fedi contrapposte. Lo faro' per svariati motivi, il primo e' che Leo ha il miglior blog d'Italia ed uno dei cervelli piu' godibili in circolazione sul web, il secondo e' perche' mi piace come scrive, soprattutto nell'uso dell'ironia e del sarcasmo, il terzo e' che i blog sono un fenomeno nel campo dell'informazione e troppi miei amici ne sono fuori, l'ultimo e' che ho sempre desiderato scrivere libri e tendo a trasferire questo desiderio incompiuto su color che si addentrano nella selva oscura. Comprare copie e' il modo migliore per promuovere uno scrittore.

Ma, cominciando a leggerlo, mi sono ritrovato preda di una profonda delusione: un blog puo' diventare di carta, cosi', per trasposizione? Un semplice cut&paste arricchito solo di un'accurata selezione puo' bastare a creare un libro...? Cioe', un libro e' un insieme di pagine rilegate oppure qualcosa di diverso? Eccola la delusione... potentissima: partire dai post di Leo per creare un libro e' un esercizio affascinante, che puo' generare un vero capolavoro, ma e' necessario lavorare sulle connessioni, uscire dalla logica del blog duro&puro, entrare in un continuum, modificare il rapporto col lettore (che, infatti, non puo' commentare, ne' cospargere di flame, ne' trolleggiare)... bisogna lavorarci, insomma. E ne puo' venire fuori un gran libro.

Questo e' invece solo un blog di carta. Il miglior blog che abbia mai avuto la fortuna di leggere, ma non un libro. Attendo un libro, Leo, un "libro", romanzo, saggio, novella o dettato che sia. Attendo infervorato dalla mia delusione, che aumenta l'ansia dell'attesa... intanto, regalo il tuo "blog di carta" a tutti quelli che conosco e non leggono blog.

febbraio 02, 2007

che libri mi consiglia?

da mail in risposta a richiesta interna (leggi stagista):

questa cosa si prennuncia difficile... chissa' che ti aspetti... libri che piacciono a me? libri che secondo me piacciono a te? Complicato, complicatissimo. Non vorrei essere nei miei panni. Pero', seguendo l'insegnamento della scommessa di Pascal, direi che mi conviene provare piuttosto che perdere tempo ad interrogarmi sul cosa e sul perche', col rischio di non farne nulla. Voltaire si agitera' nella tomba per questo rinnovato "giocare a dadi", ma, in fin dei conti, se dovessero decidere di riempire il Paradiso sulla scorta dei libri consigliati, almeno me la giocherei... hai visto mai che lassu' abbiano piu' spirito che quaggiu'.

Allora,

Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams, perche' nulla e' come sembra, tutto e' paradosso e, soprattutto, a prendersi troppo sul serio si cade nel grottesco.

Mattatoio numero 5 di Kurt Vonnegut, che' la guerra non ci piace innanzitutto perche' ci fa paura.

Perle ai Porci di Kurt Vonnegut, perche' per fare del bene agli altri bisogna prima capire perche' lo si fa.

Un Pezzo da Galera di Kurt Vonnegut, non sia mai "the american dream" facesse proseliti di nuovo.

Mondo Nuovo di Aldous Huxley, se uno dovesse credere che 1984 e' uno scherzo, questo aiuta.

Condominio di James Ballard, ecco... qui poi capisce che non e' uno scherzo.

I buoni ed i cattivi di Angela Carter, perche' si dialoga solo con chi e' diverso. E se non si dialoga si perde. Sempre.

Deus Irae di Philip Dick... perche' si'.